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 BU.S.S.O.L.A.BUONE STRUTTURE E SISTEMI ORIENTATIVI PER L’APPRENDIMENTO In Europa lo scenario del mondo del lavoro e delle professioni, in questi ultimi anni, ha subito e continuerà a subire grandi cambiamenti in un contesto in cui due variabili incidono maggiormente: la continua evoluzione tecnologica e la diversa organizzazione aziendale. In pratica è cambiato il paradigma culturale delle professioni: stanno scomparendo le scelte professionali che si fanno una volta e valgono per tutta la vita. Sempre più occorre imparare a orientarsi e riorientarsi. Il sistema scolastico europeo, d’altra parte, tende a spostare l’obbligo scolastico e formativo dei giovani verso fasce di età tendenzialmente abbastanza elevate, trattenendoli in circuiti formativi non sempre lineari, complessificati dalla varietà di opportunità presenti spesso anche al di fuori dei tradizionali percorsi scolastici. Si sta delineando, quindi, una formazione che può essere acquisita secondo una pluralità di canali in aggiunta e in parallelo a quelli istituzionali: formazione orientata ad una qualifica, apprendistato assistito sul piano formativo, istruzione tecnica di tipo polivalente ecc. Fondamentale è, pertanto, progettare azioni di orientamento mirate a far acquisire ai giovani la capacità di individuare i propri talenti e le competenze via via possedute per costruire con sempre maggiore precisione i percorsi confacenti alle proprie necessità e peculiarità.
Obiettivo del progetto, è proprio quello di individuare strumenti adeguati per consentire ai destinatari un’analisi delle proprie competenze professionali e personali, così come delle proprie attitudini e motivazioni, allo scopo di individuare le aree di studio o direttamente professionali dove quelle competenze possedute e quei talenti possono essere proficuamente messi a frutto. Un buon orientamento, così come descritto, consentirà ai giovani di definire precisi percorsi formativi e professionali, riducendo quindi i casi di insuccesso che determinano demotivazione ed abbandono scolastico. Le problematiche della dispersione scolastica infatti, – come risulta da dati messi in luce da studi nazionali ed europei - sia nella forma di abbandono che di ripetenza e ritardi, viene considerata uno degli indici più significativi del disagio giovanile e uno dei problemi più urgenti per la scuola, nella fascia di età, degli allievi, tra 14 e 18 anni. L’analisi, in tale contesto svolta da una parte dei soggetti partner nell’ambito di un progetto comunitario Connect, conclusosi nel 2001, ha infatti messo in luce come tale problema costituisca una “spina nel fianco” di tutti i sistemi formativi europei.Emerge, in maniera urgente, il bisogno delle strutture decisionali europee di focalizzare meglio il problema dell’orientamento dei giovani e di determinare un modello di bilancio di competenze che tenga conto anche di quanto acquisito fuori dei tradizionali percorsi di formazione istituzionali. La necessità di trovare validi strumenti di orientamento necessari per la costruzione di un percorso individuale di formazione professionale, che consenta un adeguato ingresso nel mondo del lavoro, trova preciso riscontro in una recentissima ricerca effettuata dall’organismo di statistiche comunitario, Eurostat su 12 paesi membri dell’UE o candidati ad entrarci, dalla quale emerge che il 40% dei giovani con un diploma non ottiene un lavoro in linea con i suoi studi. Le donne in particolare, corrono maggiori rischi degli uomini nel trovare un’occupazione in linea con i loro studi. Si tratta quindi di utilizzare meglio le risorse a disposizione e di permettere attraverso modelli piu’ flessibili a ciascun individuo di capire le proprie esigenze, e di sviluppare le competenze di base necessarie in ogni percorso di formazione. Grazie alla costruzione del loro progetto, i giovani acquisiscono maggiore consapevolezza di ciò che ricercano in un corso di formazione, possono scegliere il percorso che risponde meglio ai loro bisogni e sono più motivati a superare le difficoltà inerenti a qualsiasi situazione formativa e a proseguire fino al termine. Il bilancio dimostra così il suo ruolo preparatorio ad un percorso individuale di formazione professionale. 2. Il gruppo primario di destinatari è costituito da giovani in formazione iniziale. Si tratta di persone che troveranno nel modello di Bilancio delle competenze un mezzo di orientamento per definire e avviare un nuovo percorso di formazione, o per ridisegnare il proprio percorso sviluppato sinora in situazioni di incertezza e di fragilità personaleIl gruppo intermedio di destinatari è costituito dagli operatori del settore scolastico e della formazione professionale, cioè dalle persone che dovrebbero sviluppare un servizio di orientamento e di supporto agli individui nel processo di autodiagnosi e autovalutazione e dalle strutture (istituzioni scolastiche e Centri di F.P.) nelle quali essi operano.In tal senso il target intermedio sarà costituito sia dai livelli decisionali delle strutture coinvolte nella progettazione e implementazione del servizio di Bilancio delle competenze, attraverso lo sviluppo della dimensione istituzionale, organizzativa e gestionale del servizio stesso, sia dai livelli operativi che dovranno sviluppare le metodologie e gli strumenti di orientamento ai singoli individui, adattando l’approccio e il modello individuato ai contesti culturali e alle diverse situazioni dei singoli. I settori di intervento sono quelli della formazione scolastica nella fascia di eta’ 14-18 e quello della formazione professionale aperto anche ai soggetti con competenze acquisite in percorsi informali. In particolare il settore scelto e’ quello delle competenze trasversali che sono alla base di ciascuna scelta specifica professionale.Il progetto si fonda sul principio di condivisione con i diversi attori coinvolti nel processo al fine di integrare le metodologie e i modelli organizzativi europei e regionali ed il risultato sara’ un prodotto multiculturale suscettibile di adattamento a contesti culturali, organizzativi e istituzionali diversi. Grazie al principio della multiattorialità, applicato nella composizione del partenariato, verranno poste le basi, fin dalla fase di avvio del progetto per una preparazione alla diffusione del modello di orientamento ed alla integrazione nel sistema esistente. 3 - Le finalità del progetto sono: - permettere ai giovani in età scolare (14-18 anni) di acquisire consapevolezza del livello raggiunto nella propria formazione, tenendo conto non solo delle promozioni scolastiche o delle qualifiche professionali già certificate, ma anche e soprattutto delle effettive conoscenze e competenze possedute, nonché delle proprie attitudini e motivazioni.
- consentire ai giovani in età scolastica di formulare un proprio progetto di formazione, adeguato alle proprie aspettative e alle competenze possedute, evidenziando quelle mancanti e mettendo in chiaro, nel contempo, i mezzi e le fasi per realizzarlo
- ridurre la dispersione scolastica e l’insuccesso formativo dei giovani attraverso la conoscenza di sé, delle proprie caratteristiche (conoscenze, capacità, comportamenti ) in termini di punti di forza e punti di debolezza allo scopo di individuare le proprie risorse positive, valorizzare le risorse personali, acquisire fiducia nelle proprie capacità e quindi riaccendere la motivazione nell’impegno di studio, assumendo un ruolo propositivo e attivo.
Si intende perseguire tali obiettivi attraverso la formulazione di un modello di orientamento che abbia come elemento centrale lo sviluppo di un Bilancio di competenza specificatamente tarato su giovani in età scolare e che tenga conto sia delle competenze acquisite in percorsi formali che di quelle acquisite in percorsi informali, in particolare in relazione a quelle che vengono definite competenze trasversali. Il modello verrà validato a livello europeo con una breve sperimentazione nei paesi partner. Tale modello terrà conto dell’analisi del contesto territoriale di riferimento e delle buone pratiche finora messe in campo.Verrà messo a punto, inoltre un modello che consenta di certificare le competenze acquisite in percorsi informali, allo scopo di consentire una loro riconoscibilità e spendibilità nei percorsi formativi individuali che ciascuno andrà a progettare e che possa diventare un attestato istituzionale riconoscibile non solo a livello nazionale ma anche europeo. |